(ITA) Il vescovo, l’unicorno, il cavallo: la storia delle etichette Prà

(ITA) Il vescovo, l’unicorno, il cavallo: la storia delle etichette Prà

Da dove nascono le etichette dei vini dell’azienda Prà? Dal rapporto con la terra e il territorio. Quando nel 1983 Graziano Prà iniziò a produrre la prima annata di Soave, si rese necessario immaginare l’aspetto che avrebbero avuto le bottiglie una volta entrate in commercio. Così nacque l’idea del logo aziendale e dello stemma che accoglie i visitatori all’ingresso della cantina.

Se è vero che fu Graziano il primo della famiglia a studiare enologia e a dare all’azienda la struttura che ha oggi, non bisogna dimenticare che i primi vigneti appartenevano già al padre Angelo e al nonno Gervasio. Angelo morì quando Graziano aveva solo 21 anni, lasciando a lui e ai fratelli Livio e Sergio due ettari sul Monte Grande. Per sottolineare la storicità della famiglia e dell’azienda, Graziano decise quindi di utilizzare come logo lo stemma di un nobile vescovo veneziano di nome Ermolao Barbaro, che a metà del Quattrocento fece costruire il palazzo vescovile di Monteforte d’Alpone.

Ermolao Barbaro e le etichette dei bianchi

Ermolao Barbaro nacque a Venezia intorno al 1410. Ancora bambino fu mandato a Verona a studiare latino e greco presso Guarino Veronese, poi si laureò in legge a Padova e in seguito si trasferì a Roma, dove entrò al servizio della cancelleria papale facendo una rapida carriera:  divenne prima protonotario apostolico, poi vescovo di Treviso, governatore pontificio a Perugia e infine vescovo di Verona, nella cui diocesi rimase fino alla morte, avvenuta a Venezia nel 1471.

Per tutta la vita Ermolao Barbaro coltivò la passione per le lettere e la cultura. A lui si deve la costruzione del Palazzo Vescovile di Monteforte d’Alpone, innalzato tra il 1454 e il 1471 su un precedente edificio gotico e poi rimaneggiato e abbellito nel secolo successivo. Lo stemma con l’anello gentilizio della famiglia Barbaro è presente in diversi punti del palazzo. Graziano, oltre a farlo diventare il logo dell’azienda, ha scelto di utilizzarlo sulle etichette di tutti i vini bianchi, ad eccezione del Colle Sant’Antonio, che raffigura la chiesetta sull’omonima collina.

 

Stemma di Ermolao

Lo stemma di Ermolao Barbaro, disponibile su http://www.liceomedi.com/adige/verona/il%20vescovado.htm (29/10/2019)

stemma

Lo stemma della famiglia Prà

 

Le etichette dei rossi

Quando nel 2006 l’azienda cominciò a produrre i vini rossi nella tenuta della Morandina, di recente acquisizione, si cominciò a pensare a nuove immagini per rappresentare Valpolicella, Ripasso e Amarone.

La scelta per le prime due etichette, rispettivamente nei colori blu e rosso, ricadde sull’immagine di un unicorno presa da un antico testo stampato nel 1583 con il titolo di Kalendarium Gregorianum Perpetuum. L’unicorno è un animale fantastico che nel Medioevo era considerato simbolo di purezza. In linea con la filosofia aziendale, rimanda alla verginità del suolo e all’attenzione per un’agricoltura sostenibile. L’azienda Prà infatti utilizza solo metodi di coltivazione biologici, senza fare uso di pesticidi e diserbanti, ricorrendo al taglio meccanico dell’erba ed eseguendo esclusivamente a mano anche la vendemmia.

Kalendarium Gregorianum Perpetuum

Il frontespizio del Kalendarium Gregorianum Perpetuum

L’etichetta dell’Amarone raffigura invece un cavallo usato per lavorare i campi. La razza rappresentata si chiama TPR, tiro pesante rapido, ed è presa da un antico testo del 1596 intitolato Le vinti giornate dell’agricoltura et de’ piaceri della villa di M. Agostino Gallo, nobile bresciano. L’immagine del cavallo possente è legata all’idea del duro lavoro nei campi, della fatica fisica nel dissodare la terra. Questo animale elegante e possente simboleggia un modo sostenibile di lavorare nei vigneti, riprendendo in parte la simbologia legata all’unicorno. Eleganza e struttura che ritroviamo nel nostro Amarone.

cavallo

Il cavallo usato per il lavoro nei campi

cavallo in etichetta

L’immagine del cavallo usata per realizzare l’etichetta